ASCARI ATELIER MILANO: La meraviglia di una magica Milano tra arte, moda e architettura
Il 22 e il 24 marzo la Galleria Winarts di via Carlo Ravizza 18 a Milano ospiterà un doppio appuntamento per l’inaugurazione della personale ‘ASCARI ATELIER MILANO’ di Jacopo Ascari. Il progetto, strutturato come un viaggio, nasce da una profonda riflessione poetica tra moda e spazio urbano e si concretizza attraverso il gesto artistico, un’alchimia possibile solo con questi quattro elementi: Milano, la moda, l’architettura e l’arte. Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Jacopo e scoprire tutti i retroscena delle sue raffinate illustrazioni dallo stile urbano.

Ti definisci una persona innamorata della Bellezza.. quanto questa tua caratteristica ha influito nella tua espressione artistica? Quando penso a quanto la Bellezza influisca sul mio lavoro, non posso non citare la bella espressione: “La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino”. Quella che descrivo come Bellezza corrisponde esattamente a quanto dichiarato da Alda Merini, ovvero che questa altro non sia che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. Questa tensione creativa alla ricerca di ciò che definirei “bello” influisce su tutto: sul modo in cui parlo, sul modo in cui vesto, sul modo in cui disegno o dipingo. Questa ricerca, magari fallimentare, è e sarà sempre la mia missione.
Parlaci del tuo rapporto creativo con l’architettura: che ruolo ha questa disciplina nelle illustrazioni che proponi? Dacché ho memoria, la mia educazione estetica gira intorno al disegno dell’architettura. Da bambino disegnavo e tracciavo le mappe di città di mia invenzione: assi di cui immaginavo la toponomastica che s’incrociavano in piazze, teatri, chiese, luoghi del potere civile e religioso… Ho sempre avuto una tale fiducia nel genere umano da celebrare l’arte applicata che maggiormente presume coraggio e capacità di visione. L’architettura è il mio primo amore: da bambino certamente la mia “educazione urbanistica” presume la ricerca dell’emozione più che della soluzione. Per questa ragione all’Università mi sono subito scontrato con la realtà della disciplina: una volta disegnato, il progetto ai miei occhi perdeva qualsiasi interesse. La rappresentazione che prediligevo inoltre superava gli strumenti tradizionali, e si avvicinava più alle Belle Arti che non alle Scienze delle Costruzioni. Oggi, all’interno delle mie illustrazioni, l’architettura “struttura” la tavola stessa: piazze, assi urbani e città non sono mai soltanto fondi ma soggetti emotivamente centrali nella mia ricerca.


Il tuo folle amore per Milano, una vera e propria dichiarazione d’amore. Quanto ti rispecchi in questa città magica? Dico sempre che non devo niente a nessuno se non a Milano: il genius loci che vi si respira è qualcosa di davvero unico, poiché unisce i miei due grandi amori: Moda e Architettura. Proprio a questa tensione irresistibile ho voluto dedicare la mostra ASCARI ATELIER MILANO, a questa realtà in cui, per citare un altro mio maestro come Alessandro Mendini, il progetto dello spazio pubblico diviene elemento per spettacolarizzare il racconto della Moda, racconto che, qui, ha sempre trovato terreno fertile per fiorire e dettare legge. Come afferma Natalia Aspesi, il sistema milanese “integra le azioni del creatore (di architettura, moda o design) con quelle del comunicatore e trasforma la città reale in una proiezione di idee e visioni, in una città raccontata, fotografata e progettata dalle riviste e dagli stilisti.” Milano riesce a stupirmi ogni giorno: è una città straordinaria e, anche quando sono a Londra o Parigi, non posso fare a meno di pensare a Milano con nostalgia.
Molto spesso nelle tue tavole è fortemente presente il colore rosso. Credi sia il tuo tratto distintivo? Che significati associ a questa tonalità? In realtà, quando mi chiedi perché un colore sia predominante, è come se mi chiedessi il perché di una forma: non lo so e non so quanto senso abbia chiederselo. Quando disegno o dipingo tutto quello che mi preme è cogliere il “momento”, quell’estasi che chiamo “folgorazione”. Le idee arrivano quasi sempre inattese. Quello che mi affascina è soltanto creare le condizioni necessarie per rendere possibile l’alchimia. Come avviene la creazione? Può arrivare inattesa durante un viaggio. Quando ci si risveglia dal sonno nella notte o la mattina prima dell’alba. Non c’è niente che può rimpiazzare le idee, sono loro che, indifferenti alle ansie, precedono il progetto. Con gli occhi semi aperti ci appaiono i luoghi, e le situazioni. Ma quanto dura questa estasi, quant’è il tempo di un flash, di una folgorazione? Un sessantesimo, tutto accade in un sessantesimo di secondo.

ASCARI ATELIER MILANO
1st Vernissage
Martedì 22 marzo 2022 dalle ore 18.00 alle ore 21.00 Ore 19.30 “La moda può essere arte”
Ospite Enrica Alessi, scrittrice e fashion storyteller
2st Vernissage
Giovedì 24 marzo 2022
Ore 19.30 “Milano, un’urbanità emotiva”
Ospite Piergiorgio Vitillo, Professore associato presso il Politecnico di Milano
La mostra resterà aperta fino al 27 marzo su appuntamento.
Per informazioni e prenotazioni Galleria Winarts winarts@winarts.it
T + 39 02.23059544 C +39 347.4772147 / +39 348 5602332 www.winarts.it