La romantica quotidianità di Arianna Boccassini alias Illuendo
Ciao Arianna, piacere di conoscerti! Racconta qualcosa di te ai nostri lettori… Mi chiamo Arianna Boccassini, in arte Illuendo e sono un’illustratrice torinese. Il mio percorso formativo è iniziato con l’architettura, per poi (ri)trovare me stessa nell’universo grafico, ambito in cui attualmente lavoro con una predilizione per il mondo dell’illustrazione. Mi piace spaziare tra illustrazione digitale e tradizionale e per ogni mio disegno traggo ispirazione dalla quotidianità, dalle parole che mi incuriosiscono, dai libri che leggo e dai film che guardo. Disegno con passione, amore e colori timidi.
Quando hai capito di avere questa propensione creativa? Fin dall’infanzia è stato naturale approcciarmi al disegno, disegnavo ovunque ed avevo sempre le dita sporche di colori. Disegnare é sempre stato un momento irrinunciabile nella mia giornata. Questo momento quotidiano si è affievolito nel corso degli anni esplodendo di nuovo negli ultimi due, come una necessità. Studiando mi sono appassionata alla sensibilità creativa di Munari, alle illustrazioni poetiche di Oliver Jeffers e allo stile molto pulito e preciso di Tove Jansson. Tutto ciò mi ha portata ad approfondire e ricercare una direzione nell’illustrazione, identificandomi in uno stile più narrativo che concettuale.

Parliamo di colore: quanto influenza le tue illustrazioni e che ruolo ha nelle tue composizioni? Tendo ad utilizzare tinte tenui! Mi piacciono in generale tutte le tonalità pastello e credo rappresentino un pò la mia personalità (sono una persona timida e non mi piace attirare troppo l’attenzione). Tutto ciò che rappresento è onirico ed introspettivo, adoro poter utilizzare la mia palette personalizzata nei lavori personali.
Tutti i tuoi personaggi illustrati hanno un’espressività dolce nel volto, come nasce la loro identità? Mi piace trasmettere pace e belle sensazioni attraverso le mie illustrazioni. Per me è molto importante esprimere un senso di tranquillità almeno nell’attimo in cui le persone osservano i miei disegni.

C’è stato un passaggio particolare durante il tuo background formativo che ha fatto la differenza nella messa in piedi del tuo stile? Nello studio di grafica dove lavoravo ho sviluppato una passione per i vecchi albi illustrati (anni 50 e 60) contenenti illo concettuali e raccontate. Da quel momento ho intrapreso una strada di “interpretazione” vera e propria dell’illustrazione.
Parlaci del tuo/vostro progetto “comunicazione vegetale”… Comunicazione vegetale è un progetto indipendente nato durante il primo lockdown insieme alle mie colleghe. In un periodo inaspettato come quello che abbiamo vissuto ci siamo rese conto di quanto fosse importante la natura nella nostra quotidianità dal momento che non potevamo più viverla liberamente. Perciò Comunicazione vegetale è un’opera collaborativa, che raccoglie approfondimenti e curiosità legate al mondo delle piante ed ospita mostre online sui canali social.

Esiste un’illustrazione alla quale ti senti particolarmente legata, e se si perché ? Si tratta di una vecchia illustrazione che feci a Firenze della cupola di Santa Maria del Fiore, che mi ha spinta a far nascere Illuendo.
Quale ritieni sia il punto forte delle tue illustrazioni ? Non lo so, me lo chiedo spesso anche io! Credo sia il voler trasmettere serenità attraverso una romanticizzazione della vita di tutti i giorni. Vorrei che guardando le mie illustrazioni fosse possibile per tutti vedere le piccole azioni quotidiane sotto una prospettiva diversa. Così una camminata nel bosco si trasforma in un’immersione nell’habitat degli gnomi e un giardino in un luogo lontano.
Contatti: @illuendo



